Roma si è svegliata con una nuova emergenza: via Prenestina trasformata in un fiume e interi quartieri del V e VI municipio senza acqua. Poco dopo le 5:30 di lunedì 2 febbraio, una conduttura principale Acea è ceduta all’altezza del civico 916, provocando un allagamento massiccio che ha invaso la carreggiata e raggiunto anche un edificio privato. La strada è stata immediatamente chiusa dalla polizia locale in entrambe le direzioni, mentre vigili del fuoco e tecnici Acea sono intervenuti per contenere la falla. Nel frattempo, migliaia di residenti si sono ritrovati improvvisamente a secco, con ripercussioni su case, negozi, scuole e attività sportive.
La prima zona a collassare è stata quella del Torrione Prenestino, seguita da Tor Tre Teste, Pigneto, Collatino, Villa Gordiani e parte del quadrante Casilina. Il presidente del V Municipio, Mauro Caliste, ha confermato l’entità del guasto e la totale impossibilità di stimare i tempi di ripristino. Gli effetti non si sono limitati al V: il malfunzionamento ha colpito anche il VI Municipio fino a Ponte di Nona, Prato Fiorito, Castelverde e Colle degli Abeti. Nelle prime ore del mattino alcuni residenti sono scesi in strada con taniche e bottiglie per rifornirsi alle fontanelle pubbliche, mentre i supermercati e le palestre hanno segnalato impossibilità di garantire servizi minimi. La chiusura della Prenestina, estesa fino a viale De Chirico, ha mandato in tilt il traffico e obbligato Atac a deviare le linee 313 e 314 verso Collatina e Tor Sapienza.
Il ripristino completo potrebbe richiedere molte ore, forse giorni, mettendo in difficoltà migliaia di famiglie e lavoratori che abitano uno dei quadranti più popolosi della capitale. Nel frattempo la zona resta monitorata costantemente dalle forze dell’ordine. I cittadini aspettano aggiornamenti certi, sperando che la situazione torni alla normalità il prima possibile.
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