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Boom di Vespa orientalis a Roma: cosa fare in caso di nido

L’imenottero riconoscibile dal corpo rossiccio e dalla vistosa banda gialla si è ormai stabilmente adattato. La presenza della vespa orientalis a Roma non è più un fenomeno passeggero ma una realtà costante in tutta la città. Inizialmente i primi nidi erano stati individuati in quartieri come Monteverde, Ostiense e nel quadrante sud. Attualmente, invece, le localizzazioni sono attestate a macchia di leopardo dalle periferie fino al centro storico. Con i primi caldi iniziano a moltiplicarsi le segnalazioni e le pressanti richieste di intervento per la rimozione delle colonie.

Secondo gli esperti, l’insetto trova facilmente cibo e luoghi adatti alla nidificazione nelle aree densamente urbanizzate. I mercati ortofrutticoli, le terrazze condominiali, i parchi e persino le golene del Tevere rappresentano ambienti estremamente favorevoli. Questo animale ama particolarmente nidificare in luoghi riparati che offrano calore e un’adeguata protezione. Spesso le vespe si infilano nei cassonetti delle tapparelle, nelle intercapedini o nelle fessure dei muri non sigillate correttamente. Di fondamentale importanza è evitare di lasciare rifiuti e avanzi di cibo sui balconi per non attirare involontariamente questi insetti.

Le regine possono diventare molto pericolose se disturbate durante la delicata fase di costruzione del nido. In caso di avvistamento di vespa orientalis, si invita a mantenere la massima calma e ad allontanarsi senza compiere movimenti bruschi. È fortemente sconsigliato tentare un intervento autonomo per rimuovere un nido dalla propria abitazione. Le punture sono dolorose e possono scatenare gravi reazioni anafilattiche potenzialmente mortali nei soggetti allergici. Bisogna sempre richiedere l’intervento di personale specializzato, evitando l’uso di fiamme o metodi artigianali che, uccidendo un esemplare, potrebbero scatenare l’attacco dell’intero sciame.

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