Per mesi ha picchiato la moglie e il figlio, giustificando le sue azioni con la frase: «Lo dice l’Islam». Ora l’uomo, un 50enne iraniano allenatore di ginnastica artistica, è sotto processo per maltrattamenti e violenza sessuale. La moglie, 40 anni, e il figlio, 17 anni, hanno denunciato anni di vessazioni, tra insulti, schiaffi e umiliazioni quotidiane. Le violenze sarebbero iniziate nel 2018, con il padre che imponeva alla donna e al figlio regole rigide e punizioni severe. Alla moglie avrebbe imposto rapporti sessuali contro la sua volontà, mentre al figlio avrebbe inflitto allenamenti massacranti per farlo eccellere nella ginnastica artistica.
La famiglia era arrivata in Italia nel 2016 e, a causa delle difficoltà economiche, era stata affidata ai servizi sociali. Ma il 50enne avrebbe imposto un controllo totale sulla moglie, vietandole di uscire di casa se non per la spesa o per accompagnare il figlio a scuola. Inoltre, le avrebbe impedito di studiare l’italiano e l’avrebbe insultata continuamente con frasi offensive. Anche il ragazzo era vittima di continui maltrattamenti: insultato e colpito con pugni se non si dimostrava all’altezza delle aspettative del padre. Perfino quando era malato, veniva costretto a proseguire gli allenamenti.
Dopo la denuncia, il 50enne è stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla moglie e al figlio. Il processo è in corso e la donna, assistita dall’avvocato Carla Quinto, ha raccontato nel dettaglio gli anni di violenza subiti. Ora madre e figlio cercano di ricostruire la loro vita, mentre la giustizia farà il suo corso.
Fonte: Il Messaggero
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