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Turisti nel mirino a Roma: segnali per smascherare i borseggiatori

Roma resta una delle capitali europee più colpite dal fenomeno dei borseggiatori, che ogni giorno prendono di mira migliaia di turisti. Negli ultimi anni, però, il profilo del ladro è cambiato radicalmente: niente più figure trasandate e facilmente riconoscibili, ma bande che puntano a mimetizzarsi nella folla. I borseggiatori oggi si presentano con abiti firmati, accessori alla moda e persino auricolari per comunicare tra loro senza destare sospetti. Le ragazze rom di seconda generazione, spesso giovanissime, si muovono in gruppi di quattro o cinque: capelli curati, trucco e manicure perfette, jeans e borse griffate. I sudamericani, invece, preferiscono muoversi in coppie o piccoli gruppi, usando buste di negozi famosi per nascondere il bottino e coordinarsi tramite smartphone e cuffiette.

Le forze dell’ordine spiegano che ci sono alcuni segnali da non sottovalutare per riconoscerli. I borseggiatori raramente agiscono da soli: si muovono in gruppo, osservano a lungo le potenziali vittime e cercano sempre turisti distratti, affaticati o concentrati a scattare foto. Possono fingere di chiedere informazioni, avvicinarsi con gesti amichevoli o creare confusione con spintoni e urla, così da avere il tempo di infilare le mani in zaini e borse. Le tecniche sono sempre più raffinate: dagli ombrellini parasole usati d’estate per coprire i movimenti, alla sostituzione dello zaino appoggiato a terra con uno identico ma vuoto. In altri casi i ladri creano una distrazione surreale per spostare l’attenzione e portare via portafoglio o cellulare.

Il bottino preferito resta quello classico: cellulari, borse e carte di credito. I nordafricani, invece, puntano più spesso a strappare collanine d’oro a giovani appena usciti da locali notturni. Nonostante le nuove strategie, i controlli restano serrati: solo ieri i carabinieri hanno arrestato undici persone sorprese a rubare a turisti nel centro storico.

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