Dopo oltre vent’anni di restauro, nel cuore di Roma torna visitabile uno spazio rimasto a lungo lontano dagli occhi del pubblico. L’Antica Biblioteca di Trinità dei Monti ha riaperto il 19 settembre 2026 all’interno dello storico complesso che domina piazza di Spagna. Il progetto di recupero era iniziato nel 2003 ed è stato portato avanti anche con la collaborazione dei laboratori dei Musei Vaticani. La particolarità salta subito agli occhi: sugli scaffali non ci sono più libri. A rendere eccezionale la visita è soprattutto il grande soffitto ligneo decorato del XVII secolo, riportato alla luce grazie al lungo intervento di restauro. La riapertura della Biblioteca Trinità dei Monti è accompagnata dalla mostra “Hypothèse de lecture”, che trasforma proprio l’assenza dei volumi in uno degli elementi centrali del percorso.
La storia della biblioteca risale al Seicento, quando gli ambienti erano frequentati dai Minimi francesi e rappresentavano un importante luogo di studio. Filosofi, teologi, scienziati, botanisti e musicisti animavano questi spazi, che custodivano una ricca raccolta di testi. Nel 1693 i Minimi fecero decorare il soffitto ligneo con un grande trompe-l’œil, attribuito con probabilità ad artisti vicini alla cerchia di Andrea Pozzo. La composizione raffigura la gloria di San Francesco di Paola, insieme a ritratti di celebri membri dell’ordine e allo stemma dei re di Francia. La svolta arrivò nel 1798, quando le truppe napoleoniche si stabilirono nel convento. La biblioteca, che all’epoca conservava circa 9mila libri, subì pesanti conseguenze: i volumi furono venduti o distrutti. È anche da questa perdita che nasce l’immagine attuale di una biblioteca monumentale rimasta, di fatto, senza la sua collezione originaria.
Oggi quello spazio vuoto diventa parte del racconto. La mostra “Hypothèse de lecture”, curata da Gaia Bobò e Teresa Ranchino, parte proprio dall’assenza dei testi per immaginare una nuova interpretazione della biblioteca. Il progetto comprende un’architettura ispirata a una biblioteca “fantasma”, concepita dall’architetto belga Olivier Goethals, insieme alle opere degli artisti coinvolti. Per romani e turisti è anche un’occasione rara per entrare in uno degli ambienti storici recuperati del complesso di Trinità dei Monti e osservare da vicino il suo monumentale soffitto. In occasione della mostra, la biblioteca resterà visitabile fino al 7 novembre 2026. Le aperture sono previste mercoledì, giovedì e venerdì dalle 17 alle 20, mentre il sabato l’orario va dalle 12 alle 20. Un nuovo spazio culturale torna così nella mappa di Roma, proprio a pochi passi da uno dei luoghi più frequentati della Capitale.
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