Un tranviere di 49 anni è stato picchiato e rapinato all’alba al Quarticciolo, vicino al capolinea di viale Palmiro Togliatti. L’uomo stava raggiungendo la corsa della Linea 14 sostitutiva tram quando, intorno alle 5, due persone lo hanno affrontato all’altezza di via Prenestina. Prima i pugni al volto, poi lo strappo del marsupio con portafogli e effetti personali. Il 118 lo ha portato al Pertini con dieci giorni di prognosi. Sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine. L’episodio riaccende il tema della sicurezza per il personale Atac, già al centro di segnalazioni e denunce da mesi.
Secondo il sindacato Faisa Cisal, al capolinea Togliatti si registrano furti, minacce e vandalismi “all’ordine del giorno”. Il sindacato chiede un piano condiviso tra Campidoglio, Prefettura e Atac: più pattuglie nelle fasce di apertura, illuminazione e telecamere funzionanti, presidi mobili nei capolinea periferici, oltre a corsi rapidi di gestione delle aggressioni. Intanto, gli agenti acquisiscono le immagini delle telecamere e raccolgono testimonianze per identificare i responsabili. In parallelo, l’azienda valuta misure immediate: rinforzi del personale di verifica, ispezioni congiunte e trasferimento temporaneo di alcune partenze in aree considerate più controllabili. La vertenza, tuttavia, non riguarda solo questo episodio. I sindacati parlano di un quadro diffuso, specie nelle ore notturne e all’alba, su linee di collegamento tra periferia e direttrici principali.
Per richiamare l’attenzione, Faisa Cisal ha proclamato uno sciopero mirato: domenica 2 novembre, la Linea 14 si fermerà dalle 20 alle 24. Il sindacato definisce la protesta “necessaria” e punta a ottenere un tavolo urgente con misure operative, non solo promesse. Possibili ricadute per il traffico di zona: durante la fascia di stop si consiglia di usare Metro C (con interscambi) e le linee bus parallele, verificando in tempo reale su InfoAtac. La vicenda, infine, riapre il dibattito sulla tutela dei lavoratori e dei passeggeri: senza presidio del territorio e investimenti mirati, i capolinea più esposti restano fragili. Roma chiede sicurezza, servizi regolari e un trasporto pubblico che non debba scegliere tra diritto al lavoro e diritto alla protezione.
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