Nel quadrante sud di Roma si prepara una trasformazione pesante. Al posto degli ex uffici di viale del Caravaggio 105, simbolo della “occupazione più grande d’Italia”, sorgeranno cinque torri residenziali. Le altezze vanno fino a 74 metri e 21 piani. Il progetto, totalmente privato, prevede 220 appartamenti dai 40 ai 120 metri quadri, tutti con posto auto, più spazi commerciali e servizi ai piani terra. Una delle torri dominerà Tor Marancia, le altre avranno altezze più contenute: due da dieci piani e due da quindici. Non saranno abitazioni di lusso, assicurano i progettisti, e circa il 20% degli alloggi rientrerà nell’housing sociale. Nel frattempo, la trasformazione dell’area si inserisce in un ridisegno di viale Veronese, pensato come boulevard a scorrimento lento con nuove sistemazioni degli spazi pubblici.
Il progetto ha acceso il dibattito nel quartiere. Durante il primo incontro del percorso partecipativo, il 4 novembre, tecnici e proprietà hanno illustrato i numeri: quasi 20mila metri quadri di residenziale, 1500 per attività commerciali e 258 per uffici e servizi. La consigliera civica Simonetta Novi ha sottolineato che la proprietà Armellini ha rinunciato all’aumento di cubatura del 35% e ha spiegato come le cinque torri di Tor Marancia saranno “aperte”. Infatti non sono previste recinzioni e ci saranno sei piazze-giardino tra un edificio e l’altro, teoricamente fruibili da tutti. Ma dai residenti sono arrivate molte preoccupazioni. Si teme l’arrivo di circa 800 nuovi abitanti in una zona già congestionata. Sono già presenti problemi di traffico, parcheggi scarsi, falde acquifere che creano cedimenti alle palazzine vicine e un trasporto pubblico insufficiente. In più, resta il timore che un complesso così alto e compatto risulti completamente fuori scala.
Le proposte alternative non mancano. Alcuni cittadini chiedono di “livellare” le altezze, distribuendo i 220 appartamenti in cinque torri da 15 piani, così da ridurre l’effetto grattacielo. Altri puntano a ottenere più benefici pubblici: acquisire tre aree verdi oggi abbandonate, ampliare fino a 1800 metri quadri gli spazi per servizi di quartiere e rafforzare il verde intorno alle nuove torri. Il Pd del Municipio VIII, da parte sua, sostiene il percorso partecipativo e promette di “tutelare gli intenti che emergeranno”, pur ricordando che si tratta di area privata regolata da norme regionali e comunali. La partita, quindi, si gioca ora: chi vive a Tor Marancia ha l’occasione di incidere su un progetto che cambierà per sempre lo skyline del quartiere, cercando di trasformare un’operazione immobiliare in un’occasione reale di rigenerazione urbana.
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