Buona la prima per la rivoluzione della Fontana di Trevi. Infatti, nel giorno del debutto del ticket da 2 euro, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio annuncia trionfante: “Sono già tremila le prevendite in queste prime ore”. Nonostante qualche inevitabile spaesamento iniziale, il sistema sembra reggere bene l’urto dei visitatori. Secondo l’assessore, i turisti sono comprensivi e il flusso viene assorbito “naturalmente” dal sistema turistico romano. Inoltre, solo nella mattinata inaugurale sono stati venduti 500 biglietti direttamente sul posto, confermando la curiosità per l’accesso ravvicinato ai gradoni.
Ma come funziona all’atto pratico? Alessandro Onorato, assessore al Turismo, spiega che l’ingresso alla parte bassa della fontana avviene tramite un percorso separato da via della Stamperia. Il resto della piazza rimane liberamente percorribile per lo shopping o una semplice passeggiata. Per gestire i flussi e aiutare chi è confuso, sono stati assunti 18 tra steward e hostess: indossano gilet azzurri e parlano diverse lingue. La vera novità riguarda però i romani: i 6 milioni di euro previsti dagli incassi serviranno a garantire l’ingresso gratuito ai residenti in 12 musei civici. Saranno interessati i musei Capitolini, l’Ara Pacis, i Mercati di Traiano e la Centrale Montemartini.
Se vi state chiedendo se il ticket arriverà anche altrove, la risposta è no. Smeriglio ha chiarito: “Ci fermiamo qua”, sottolineando che le risorse attuali bastano per la manutenzione e la gratuità museale. Intanto, le attuali transenne verranno presto sostituite da “colonnotti” più estetici. Infine, Onorato risponde alle critiche sul costo: “C’è chi dice che 2 euro è troppo, ma se la Fontana di Trevi fosse stata a New York avrebbero chiesto 100 dollari”. Insomma, un esperimento partito col piede giusto in un clima di “felice confusione”.
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