Il sindaco Roberto Gualtieri ha rilanciato da Osaka l’idea di un Tevere balneabile entro cinque anni, con un piano di investimenti e un tavolo tecnico che metterà insieme Comune, Regione e Governo. L’obiettivo è quello di trasformare il fiume in un luogo di sport e svago, seguendo l’esempio della Senna a Parigi. Ma nonostante l’entusiasmo politico, il progetto deve fare i conti con una realtà molto diversa: le acque del Tevere restano oggi fortemente inquinate.
Secondo le ricerche più recenti, il fiume trasporta un’elevata quantità di rifiuti plastici, microplastiche e concentrazioni significative di ammoniaca e batteri fecali. Dati che confermano uno stato ambientale ancora lontano dagli standard necessari per consentire la balneazione. A ricordarlo è Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale, che ha parlato di “rischi elevatissimi per la salute umana”. Tra le conseguenze più probabili del contatto con l’acqua contaminata ci sono infezioni gastrointestinali, cutanee e oculari.
I medici sottolineano anche pericoli meno immediati ma altrettanto gravi. Nel fiume possono proliferare batteri responsabili della leptospirosi, trasmessa da ratti e altri animali, mentre la presenza di metalli pesanti e pesticidi rappresenta una minaccia a lungo termine. In Campidoglio la sfida rimane aperta, con la promessa di un tavolo interistituzionale già a ottobre, ma la strada per avere davvero il Tevere balneabile appare ancora lunga e in salita.
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