Una scoperta inquietante ha scosso il quartiere Aurelio a Roma: un operaio impegnato in una bonifica ha trovato un teschio in un terreno di via La Monachina. Pensava fosse un pallone, invece era l’inizio di una scena da film. Attorno a quel cranio bianco, decine di frammenti ossei disseminati nel bosco: colonna vertebrale, arti, gabbia toracica.
L’uomo ha dato subito l’allarme e, dopo il sopralluogo della polizia, è stato confermato che si tratta di resti umani. I frammenti, una cinquantina in tutto, sono stati portati al Policlinico Gemelli per le analisi. Ora si indaga sull’identità della vittima e sul periodo a cui appartengono quelle ossa. Potrebbe trattarsi di un antico romano, visto che non lontano furono scoperte ville e tombe del I secolo. Ma non si esclude neanche l’ipotesi di un delitto recente, magari collegato alle attività illecite che interessavano quel campo, occupato abusivamente fino al 2019.
Gli agenti stanno passando al setaccio gli archivi dei dispersi e ogni pista resta aperta. Intanto, la zona è stata posta sotto sequestro e tra i residenti cresce la curiosità, ma anche la tensione. Solo gli esami scientifici potranno stabilire la verità e a dare un’identità ai resti umani emersi.
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