Non si tratta più di casi isolati, ma di una vera e propria riproduzione incontrollata. Nello specifico, la Palude di Torre Flavia (l’area protetta di 43 ettari situata tra Ladispoli e Cerveteri) ha registrato la cattura di ben due esemplari di tartarughe azzannatrici nel giro di pochissimi giorni. L’incredibile coincidenza si è verificata martedì 10 marzo: mentre i Carabinieri stavano prelevando un primo rettile individuato la scorsa settimana dai volontari di MareVivo, altri operatori presenti sul posto si sono imbattuti casualmente nel secondo esemplare, portando a quattro il numero totale di catture negli ultimi tre anni. Le dimensioni dei rettili confermano i timori degli esperti.
Questi ultimi due esemplari misurano circa 30 centimetri di carapace (testa e zampe escluse), una grandezza in linea con un’altra tartaruga recuperata nel 2023 con l’ausilio dell’associazione Earth. Tuttavia, la primissima femmina catturata nella riserva tre anni fa era un gigante da oltre 50 centimetri. Di conseguenza, come ha spiegato il responsabile dell’area protetta Corrado Battisti, gli esperti ritengono con assoluta certezza che le tartarughe più piccole siano i figli di quell’esemplare, confermando l’inquietante presenza di una “seconda generazione” ormai nata e cresciuta direttamente in natura.
Il ritrovamento di queste due tartarughe azzannatrici è avvenuto lungo il “sentiero dei pescatori”, un’area sgombra dai canneti dove i rettili escono facilmente allo scoperto con l’arrivo del caldo. La Palude si sta purtroppo trasformando nel regno incontrastato delle specie aliene, ospitando già nutrie, granchi blu, parrocchetti e gamberi killer. Per questo motivo, la direzione della riserva ha lanciato un forte e chiaro appello a tutte le scolaresche e ai visitatori: se avvistate una tartaruga non avvicinatevi per nessun motivo. Questi animali, infatti, sono in grado di scattare con una velocità impressionante e il loro morso può causare danni fisici gravissimi.
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