La lunga attesa è finita e l’iter è ufficialmente iniziato. Questa mattina, il Dipartimento Sport di Roma Capitale ha ricevuto tramite PEC la documentazione ufficiale dalla S.S. Lazio per la riqualificazione dello Stadio Flaminio. Il Campidoglio ha confermato l’avvio della procedura: nei prossimi giorni gli uffici analizzeranno il fascicolo per attivare la conferenza dei servizi preliminare. Dopo anni di chiusura (l’impianto è fermo dal 2011), il sogno di riportare la Lazio nella casa progettata da Pier Luigi Nervi sembra finalmente concreto.
Claudio Lotito fa sul serio e le cifre lo dimostrano. Il piano prevede un investimento totale di oltre 480 milioni di euro (circa 50 in più rispetto alle stime passate) per trasformare il Flaminio in un gioiello moderno. La capienza salirà a 50.570 posti, rendendolo idoneo per i grandi eventi internazionali. Inoltre, il progetto include la realizzazione di un Museo della Lazio e di oltre 4.400 posti auto, fondamentali per la sostenibilità del quartiere. Dal punto di vista amministrativo, la Lazio seguirà una strada precisa per non gravare sul bilancio del club. Verrà costituita una “Newco” (una società di scopo) che sarà responsabile della realizzazione e della gestione dell’opera. Il Comune manterrà la proprietà del terreno, ma cederà alla Newco il diritto di superficie per 90 anni sulla struttura esistente. Questo permetterà alla società di utilizzare lo stadio anche per attività extra-calcistiche nei giorni in cui non gioca la Lazio.
L’aspetto architettonico è il cuore della proposta. Lotito ha voluto rassicurare tutti sul rispetto del vincolo artistico: “Il nostro progetto prende spunto dai lavori dello stesso Pier Luigi Nervi su possibili ampliamenti. Possiamo considerarlo come se lo avesse disegnato oggi lui stesso”. Dunque, l’obiettivo è unire modernità e storia, rigenerando un monumento olimpico del 1960 e restituendolo alla città e ai tifosi.
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