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“Uccidi una donna incinta”: la macabra scritta sul banco del Newton

Un messaggio di inaudita e raccapricciante violenza sconvolge la comunità scolastica del liceo scientifico Newton. Nelle scorse ore, sulla superficie di un banco dell’aula 110 nella sede succursale di via dell’Olmata, è comparsa a matita la frase choc “Uccidi una donna incinta“. A denunciare pubblicamente l’episodio sono stati gli attivisti del collettivo studentesco Assange. Il testo, notato immediatamente da alunni e professori, non si limitava a questa macabra indicazione, ma conteneva un vero e proprio “manuale” procedurale con indicazioni brutali e meticolose su quali atti di violenza compiere sul feto, lasciando l’intero istituto letteralmente sotto choc.

La risposta della componente studentesca si concentra sulla necessità di agire tempestivamente alla radice del problema. I rappresentanti del collettivo hanno espresso profonda preoccupazione per la gravità dei pensieri intrusivi manifestati dall’autore anonimo. Per questo motivo, i ragazzi auspicano che chiunque abbia redatto quel testo possa ricevere un immediato e adeguato supporto psicologico. Inoltre, l’episodio riaccende il dibattito sull’urgenza di introdurre percorsi strutturati di educazione all’affettività e alla sessualità nelle aule, ritenuti gli unici strumenti davvero efficaci per prevenire e stigmatizzare in modo netto simili derive di odio.

Purtroppo, non si tratta di un caso isolato nel complesso panorama scolastico romano. Questa inquietante scoperta riporta alla memoria il recente scandalo delle “liste stupri” comparse nei licei Giulio Cesare e Carducci, che innescarono ondate di proteste e occupazioni. Proprio al liceo Newton, inoltre, nel gennaio del 2025 lo stesso collettivo Assange aveva denunciato un grave caso di cyberbullismo a sfondo sessuale. In quell’occasione, alcune foto rubate di quattro studentesse (di cui due minorenni) e di una docente vennero modificate con l’intelligenza artificiale tramite Telegram per farle apparire nude e mostrate poi come “trofeo” ai compagni di classe.

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