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Sciopero generale del 3/10 a Roma: ecco quante persone c’erano

Roma si è fermata per lo sciopero generale. Oltre 100mila persone hanno invaso le strade della Capitale per protestare contro il governo e per chiedere lo stop alla guerra in Palestina. Dal mattino presto, piazza dei Cinquecento si è riempita di manifestanti, bandiere, cori e cartelli, trasformandosi simbolicamente in “piazza Gaza”. Da lì, il corteo ha raggiunto Porta Pia, dove sono partiti cori contro il ministro Matteo Salvini e sono volate uova contro la sede del Ministero dei Trasporti. Secondo i sindacati Usb e Cgil, in piazza c’erano oltre 300mila persone, arrivate da scuole, università e posti di lavoro per dire “basta guerra, basta silenzi”.

Le voci della protesta raccontano una città in fermento. “Siamo in piazza perché non vogliamo essere complici del genocidio in corso in Palestina”, spiega Paolo Di Vetta, del movimento per il diritto all’abitare. Accanto a lui studenti, professori, lavoratori e famiglie. C’è chi, come Beatrice, ha rinunciato a un giorno di lavoro: “Ho scritto al produttore dicendo che oggi sciopero, anche se non mi pagano”. Per molti è una questione di coscienza. “Questo governo non ci rappresenta — dice Arianna — se i politici tacciono, parleranno i cittadini”. Il corteo per lo sciopero generale è proseguito verso la Tangenziale Est e l’A24, con la città praticamente paralizzata.

Dal palco di Porta Pia, gli organizzatori hanno rilanciato un messaggio chiaro: “Blocchiamo tutto”. Niente scontri, ma tanta determinazione. Docenti e studenti insieme, lavoratori e famiglie, uniti nel chiedere un cambiamento. “Mi emoziona vedere tanti giovani in piazza — racconta Rosa, insegnante — loro ci stanno dando una lezione di civiltà”. E mentre il cielo di Roma si riempiva di bandiere della pace e della Palestina, la città mostrava ancora una volta la sua anima ribelle, capace di trasformare la protesta in un grido collettivo di solidarietà.

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