Il sistema nervoso dell’ateneo più grande d’Europa è andato in tilt. Infatti, da questa mattina, lunedì 2 febbraio, il sito internet della Sapienza risulta irraggiungibile e l’intero sistema informatico interno è stato bloccato. L’Università ha confermato ufficialmente di essere stata oggetto di un attacco hacker. Immediatamente, l’amministrazione ha disposto il blocco dei sistemi di rete in via precauzionale, una mossa necessaria per garantire l’integrità e la sicurezza dei dati sensibili. Attualmente, resta l’incognita sulle ripercussioni che questo stop avrà sulla didattica e sugli esami.
Per fronteggiare l’emergenza sono scesi in campo i massimi esperti. Nello specifico, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale sta affiancando l’ateneo nelle operazioni di ripristino. Una task force tecnica è già al lavoro per analizzare l’estensione del danno e avviare la bonifica, puntando tutto sui sistemi di backup che, fortunatamente, non sono stati interessati dall’incidente. Secondo le prime ipotesi investigative, il disservizio potrebbe essere riconducibile a un malware che ha compromesso l’infrastruttura. L’obiettivo dichiarato è riattivare i servizi essenziali nel minor tempo possibile.
La storia purtroppo si ripete. Non è la prima volta, infatti, che La Sapienza finisce nel mirino degli hacker: già nel 2011 un attacco portò al furto di dati personali, inclusi codici fiscali e credenziali di studenti e docenti. Inoltre, l’episodio rievoca incubi recenti per la pubblica amministrazione romana, come il devastante ransomware che nel 2021 paralizzò la Regione Lazio o l’attacco al sito di Zetema nel 2023. Ora, studenti e personale restano in attesa di capire quando si potrà tornare alla normalità.
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