La sabbia del Sahara è tornata a ricoprire Roma e ha fatto schizzare in alto i valori di polveri sottili, superando i limiti di legge. Le centraline dell’Arpa Lazio hanno registrato sforamenti significativi tra il 4 e il 5 marzo, soprattutto nelle postazioni di Preneste, Corso di Francia e Tiburtina. Una situazione che ha spinto il Campidoglio a invitare i cittadini a limitare l’uso dell’auto e ridurre l’accensione degli impianti termici.
Nel dettaglio, la giornata più critica è stata mercoledì 4 marzo. Quasi tutte le centraline hanno superato i 40 μg/m³. Solo Villa Ada e Guido sono rimaste sotto i valori soglia. Giovedì 5 marzo, invece, la situazione è migliorata, ma non abbastanza. La centralina di Preneste ha continuato a far segnare valori oltre limite. La parte sorprendente è che questa impennata dell’inquinamento non dipende da traffico o riscaldamenti. L’aumento delle polveri è stato causato principalmente da sabbie desertiche trasportate dai venti africani, un fenomeno sempre più frequente e destinato a intensificarsi nei prossimi giorni.
Le raccomandazioni sono le stesse che scattano nei giorni da bollino rosso. Usare bici, monopattini o trasporto pubblico; evitare l’auto privata quando non strettamente necessario; ridurre la temperatura degli impianti termici. Particolare attenzione viene rivolta a anziani, bambini, donne in gravidanza e persone con patologie respiratorie, invitati a limitare l’esposizione prolungata all’aria aperta nelle ore più critiche. Roma si ritrova a fare i conti con un problema ormai ricorrente: un mix tra cambiamento climatico e fragilità atmosferica che colpisce soprattutto i quartieri più trafficati.
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