Quella che doveva essere una tranquilla vacanza negli Emirati Arabi Uniti si è trasformata in una prigionia. Questa è la drammatica esperienza di Giulia Lai e Sofia Tittarelli, due giovani romane residenti a San Lorenzo e al Pigneto. Infatti, le due amiche si trovano attualmente bloccate a Dubai a causa della escalation militare in Medio Oriente. Mentre si rilassavano in spiaggia, le ragazze hanno udito in lontananza dei forti boati che le hanno spinte a rientrare immediatamente e mettersi al sicuro nella loro struttura alberghiera.
Una volta in hotel, la paura ha lasciato spazio all’angoscia per le difficoltà di comunicazione con le istituzioni. Nello specifico, Giulia racconta di essere riuscita a contattare il consolato solo dopo due ore. Ha ricevuto come unica direttiva quella di registrarsi sul sito “Viaggiare Sicuri” e di monitorare i social della compagnia aerea. Nel frattempo, i boati sono proseguiti per tutta la giornata. Durante la notte era un non-stop di allarmi di emergenza sui cellulari. Di conseguenza, il volo di rientro previsto per la mattina è stato cancellato, costringendo le ragazze a prolungare la permanenza all’Holiday Inn Express Safa Park a proprie spese, senza sapere quando potranno ripartire.
Chiuse in camera, le due amiche attendono con ansia di poter fare ritorno nella Capitale. Tuttavia, lamentano un forte senso di abbandono: “Siamo qui da sole in un paese straniero, preoccupate dal fatto che nessuno ci ha chiesto se avessimo bisogno di aiuto“, ha spiegato Giulia. Sul fronte istituzionale, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato una riunione urgente con tutti gli ambasciatori e i consoli operativi in Medio Oriente. Attualmente, la Farnesina mantiene la propria Unità di Crisi operativa, con l’obiettivo di garantire assistenza a 58.000 connazionali bloccati nella regione, tra cui anche il Ministro della Difesa Crosetto.
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