in

Vigile urbano condannato per stalking: la Cassazione conferma il licenziamento

Un vigile urbano di Roma ha perso il lavoro dopo una condanna per stalking ai danni della sua ex compagna. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, sottolineando le implicazioni legali e professionali del caso.

La vicenda è iniziata con l’accusa di atti persecutori nei confronti della donna. Il processo penale si è concluso con una condanna. A seguito di ciò, l’amministrazione comunale ha deciso di licenziarlo, ritenendo il suo comportamento incompatibile con il ruolo di pubblico ufficiale.

Il vigile ha impugnato il provvedimento. Sosteneva che i suoi atti non avessero compromesso il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, poiché estranei all’ambito professionale. La Corte di Cassazione, però, ha respinto il ricorso. Secondo i giudici, la gravità delle sue azioni ha danneggiato l’immagine dell’istituzione.

La sentenza ha chiarito un principio importante. Chi ricopre incarichi pubblici deve mantenere una condotta irreprensibile anche nella vita privata. Il comportamento personale può infatti riflettersi sull’ente di appartenenza e compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Fonte: Il Messaggero

Alessia Solidani, nota parrucchiera romana, indagata per presunta evasione fiscale

Guidonia: un operaio 57enne muore schiacciato da un cancello