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Roma invasa dalle vespe orientali: boom di nidi in città

Vespa orientale (Vespa orientalis) fotografata in primo piano mentre si trova a terra.

A Roma cresce l’allarme per le vespe orientali, con numerose segnalazioni che arrivano da diversi punti della città. Settembre coincide con una fase delicata del loro ciclo vitale. Secondo l’esperto Andrea Lunerti, in questo periodo gli esemplari raggiungono il picco e inizia la stagione dell’accoppiamento. Le vespe possono costruire i loro nidi in luoghi molto vicini alle abitazioni. Tra i punti più frequenti ci sono tapparelle, giardini e sportelli del gas, ma sono state individuate anche nelle aree archeologiche. Il problema diventa particolarmente evidente con il rientro dei romani dalle vacanze. Lunerti consiglia infatti di alzare le serrande tenendo inizialmente le finestre chiuse. Durante settimane di assenza, le vespe potrebbero aver trovato spazio nei cassonetti delle tapparelle. Se disturbate improvvisamente, potrebbero reagire. L’esperto parla di numeri molto elevati e sostiene che ogni giorno nella Capitale vengano rimossi tra 250 e 500 nidi.

La presenza delle vespe orientali non riguarda soltanto la sicurezza dei cittadini. A preoccupare è anche il loro impatto sulle api. Paola Muraro, presidente degli agronomi e forestali romani, chiede un piano di eradicazione nella Capitale. Questi insetti predano infatti gli alveari, soprattutto nel periodo compreso tra luglio e novembre. Le api rappresentano una fonte importante di proteine per le larve, mentre gli adulti trovano negli alveari anche sostanze zuccherine. Secondo Lunerti, inoltre, la disponibilità di cibo in città favorisce la crescita delle colonie. Rifiuti e alimenti lasciati per strada, comprese le crocchette destinate ai gatti, possono diventare una risorsa per questi insetti. Un nido composto da 400 o 500 esemplari può aumentare sensibilmente da una stagione all’altra. Da qui l’invito a ridurre le fonti di cibo facilmente accessibili e a mantenere maggiore attenzione negli spazi pubblici.

Il consiglio più importante, però, riguarda cosa fare quando si scopre un nido. Tentare di rimuoverlo autonomamente può essere pericoloso, soprattutto quando la colonia è numerosa o si trova in uno spazio difficile da raggiungere. Lunerti sconsiglia interventi fai da te e invita a rivolgersi a personale esperto. Le segnalazioni, secondo quanto racconta, sono ormai numerosissime: l’esperto afferma di ricevere ogni giorno circa 500 messaggi e 130 telefonate. Con settembre e ottobre indicati come mesi cruciali, l’attenzione resta quindi alta. Per Roma la questione non riguarda solo la gestione dei singoli nidi, ma anche la prevenzione. Limitare i rifiuti e il cibo abbandonato può contribuire a rendere l’ambiente urbano meno favorevole alla proliferazione delle vespe orientali.

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