Una dottoressa italiana di Medici Senza Frontiere è arrivata a Roma con un volo speciale ed è stata trasferita allo Spallanzani dopo una possibile esposizione al virus Ebola in Congo. La chirurga lavora a Bunia, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, e nei giorni scorsi avrebbe operato alcuni pazienti poi risultati positivi al virus. Per questo motivo le autorità sanitarie hanno deciso di attivare i protocolli di sicurezza e predisporre il trasferimento nella Capitale. La donna si trova ora in quarantena nel reparto ad alto isolamento dell’ospedale romano, punto di riferimento europeo per la gestione delle malattie infettive. Al momento si tratta di un caso sospetto e non esiste alcuna conferma di contagio.
Nelle prossime ore lo Spallanzani effettuerà tutti gli esami necessari per capire se la dottoressa abbia contratto il virus oppure no. Il caso arriva mentre l’attenzione internazionale resta alta sull’epidemia in corso nella provincia di Ituri, una delle aree più colpite del Congo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il territorio vive una situazione estremamente fragile tra povertà, fame e diffusione delle infezioni. Proprio per questo motivo il personale sanitario impegnato sul campo viene monitorato costantemente.
Le autorità sanitarie italiane invitano comunque a evitare allarmismi. Gli esperti ricordano che l’Italia dispone di protocolli rigidi e strutture preparate per affrontare eventuali emergenze infettive. Francesco Vaia, ex direttore dello Spallanzani, ha ribadito l’importanza di una comunicazione corretta senza creare panico inutile. Anche Fabrizio Pregliasco ha sottolineato come in un mondo globale i virus possano spostarsi rapidamente, ma che diagnosi precoce, isolamento e controlli sanitari rappresentano strumenti fondamentali per contenere ogni rischio. In questo momento, quindi, Roma resta sotto osservazione ma non esistono situazioni di emergenza sanitaria per la popolazione.
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