Dal 6 ottobre Roma resterà senza tram per due mesi. Tutta la rete sarà sostituita da bus fino al 5 dicembre, periodo in cui scatteranno i cantieri sulla sopraelevata della tangenziale est che passa sopra il deposito di Porta Maggiore. La decisione era stata annunciata ad agosto dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ed è ora diventata ufficiale. Lo stop, inevitabile per motivi di sicurezza, riguarda tutte le linee e cambierà le abitudini di migliaia di pendolari.
I lavori saranno eseguiti da Anas e interesseranno non solo l’area della sopraelevata, ma anche le tratte lungo via Prenestina e viale dello Scalo di San Lorenzo. Proprio perché gli operai lavoreranno sopra al deposito, i tram dovranno fermarsi del tutto. I nuovi bus sostitutivi, che entreranno in servizio durante i due mesi di stop, ricalcheranno in gran parte i percorsi dei tram. Atac ha chiarito che orari e fermate verranno comunicati nei prossimi giorni, così da permettere ai cittadini di organizzarsi. Lo stop anticipa anche un’altra novità: a dicembre dovrebbe arrivare in città il primo dei 121 nuovi tram Urbos Caf, acquistati per rinnovare la flotta.
La chiusura della rete non porterà disagi solo ai pendolari. Per consentire i lavori, sono previsti restringimenti di carreggiata in entrambi i sensi di marcia, con possibili rallentamenti e traffico congestionato nelle zone limitrofe. Roma Servizi per la Mobilità ha già avvisato i cittadini e invita a pianificare spostamenti alternativi. Saranno due mesi complicati per chi si muove con i mezzi pubblici e privati, ma il fermo dei tram a Roma è considerato un passaggio necessario per garantire sicurezza e accelerare un cantiere destinato a cambiare la mobilità della Capitale. Con l’arrivo dei nuovi mezzi, l’obiettivo è consegnare ai romani una rete più moderna, efficiente e sicura.
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