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Roma, mappa delle zanzare: rischio alto da luglio a novembre

L’allerta zanzare a Roma si estende da luglio fino a novembre, con casi isolati anche a dicembre. A confermarlo è uno studio pubblicato su Nature Communications Medicine, realizzato dall’Università Sapienza, in collaborazione con il Cnr e la Fondazione Bruno Kessler, nell’ambito del progetto Inf-Act finanziato dal Pnrr. La ricerca ha individuato i quartieri con maggiore densità di zanzare tigre: Nuovo SalarioTrastevereCiproArco di TravertinoEsquilino e Subaugusta risultano tra le zone più colpite. L’indagine mostra inoltre come la “stagione degli insetti” si sia allungata di almeno due mesi rispetto al passato, aumentando così anche i rischi sanitari.

Confrontando i dati tra 2012 e 2023, i ricercatori hanno rilevato una crescita esponenziale nella presenza di esemplari femmina, le uniche in grado di pungere e trasmettere virus. Nello stesso periodo, a Roma si sono verificati 12 casi importati di Dengue e 5 di Chikungunya, ma la città è anche l’unica metropoli europea ad aver avuto trasmissioni autoctone di entrambe le malattie. A rendere più concreto il rischio è il possibile contatto tra zanzare locali e viaggiatori infetti provenienti da aree endemiche. Intanto, Anzio e il basso Lazio segnalano i primi casi di Febbre del Nilo Occidentale (West Nile), trasmessa da una diversa specie di zanzara: la Culex pipiens, attiva di notte.

Per contrastare l’emergenza, il Campidoglio ha anticipato la campagna di disinfestazione, suddividendola in due fasi (marzo-giugno e settembre-ottobre). La Regione Lazio, invece, ha inviato una circolare a tutte le strutture sanitarie, comprese le Asl romane, raccomandando massima attenzione ai sintomi riconducibili al virus del West Nile. Nel frattempo, i cittadini sono invitati a eliminare i ristagni d’acqua, come quelli nei sottovasi, per prevenire la proliferazione delle larve di zanzara tigre.

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