Nel Lazio, e in particolare a Roma, le donne partoriscono in età più avanzata rispetto al resto d’Italia. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, l’età media delle gestanti laziali è di 33,3 anni, contro una media nazionale di 32,6 anni. Questo dato posiziona le romane come le madri più anziane d’Italia al momento del parto. La differenza di circa sette mesi rispetto alla media nazionale si inserisce in un contesto di inverno demografico, con un tasso di fecondità regionale pari a 1,12 figli per donna, inferiore alla media italiana di 1,18.
Secondo Eleonora Mattia, consigliera regionale del Pd, l’innalzamento dell’età media delle partorienti non è dovuto solo a motivi clinici, ma anche a fattori economici e culturali. La consigliera ha presentato una proposta di legge salva-nascite per affrontare il tema della denatalità attraverso la prevenzione dell’infertilità e la preservazione della fertilità. Anche Rocco Raco, coordinatore del Centro per la Fertilità dell’ospedale Sandro Pertini, ha spiegato che la presenza a Roma di servizi specializzati, un reddito adeguato e un buon livello di informazione sanitaria spingono le donne a posticipare la maternità, favorendo anche il ricorso alla procreazione medicalmente assistita.
L’aumento dell’età media delle madri, secondo Mattia, è legato anche a patologie come tumori, cisti ovariche, malattie autoimmuni e menopausa precoce. A questi si aggiungono elementi come la precarietà economica e l’incertezza del futuro. La consigliera ha lanciato un appello al presidente Rocca e a tutte le forze politiche per approvare rapidamente la proposta di legge, definita come la prima in Italia a trattare il problema con un approccio strutturale.
Fonte: La Repubblica, Il Messaggero
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