Una scuola di Roma è finita al centro di un grave caso di defacing su Google Maps. Accanto al nome dell’istituto comprensivo Via Acquaroni, nel quartiere Grotte Celoni, è comparsa la scritta “Campo di concentramento”. Poco distante, un insulto diretto ad una professoressa risultava visibile tra i segnaposto, ingrandendo la mappa al massimo. Una docente di inglese ha notato le scritte offensive nei giorni scorsi, mentre cercava il percorso più comodo per raggiungere la scuola.
Il preside ha sporto denuncia al commissariato Casilino, allegando la documentazione raccolta. La scuola ha definito l’episodio come un atto di defacing, cioè la modifica non autorizzata e offensiva di un sito o servizio online, spesso per danneggiare o provocare. La dirigenza scolastica ha chiarito che il fatto corrisponde a due reati gravi previsti dal codice penale: accesso abusivo ad un sistema informatico e diffamazione aggravata, per la diffusione tramite strumenti digitali. I colpevoli non sono stati identificati. La scuola ipotizza che possano essere studenti delle medie, già dotati di telefono personale e familiari con le dinamiche della rete.
L’episodio segue un precedente caso di cyberbullismo legato allo stesso istituto. Alcuni studenti avevano creato un gruppo su Instagram per prendere di mira dei compagni. I docenti avevano scoperto la chat e coinvolto le famiglie, che avevano contribuito alla sua chiusura. Il presidente del Municipio VI ha espresso solidarietà alla scuola e alla docente insultata. Ha definito l’accaduto gravissimo e ha ricordato i rischi se il bersaglio fosse stato uno studente. Il 19 marzo la scuola ha pubblicato un avviso sul sito ufficiale, sottolineando l’importanza di un uso consapevole e responsabile degli strumenti digitali da parte degli studenti.
Fonte: la Repubblica
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