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Roma, carte Pokémon: da hobby a lavoro, la storia di Alessandro

Alessandro Ludovisi ha 26 anni, viene da Nettuno e nel 2024 ha fatturato un milione di euro vendendo carte Pokémon. Tutto è iniziato quasi per gioco, fra le fiere come Romics e le serate passate a scambiare figurine online. Poi l’incontro con Nicholas Pirone, amico di sempre, e con Nicholas Fasano, collezionista storico del settore. Da lì la decisione: trasformare la passione in un’azienda vera, la XLVSV Collectibles, con base operativa a Roma, in zona Boccea. Oggi Alessandro compra e vende pezzi rarissimi, si muove tra aste internazionali e community social, e racconta che il passaggio da hobby a lavoro è stato naturale, ma costruito con metodo.

Il cuore del progetto è il negozio fisico di via Silvestro, realizzato insieme allo youtuber Cicciogamer89, punto di riferimento per fan e collezionisti. Prima di aprire, il gruppo ha rilevato il più grande gruppo Facebook italiano dedicato alle carte, “Pokémon Prestige”, trasformandolo in una sorta di vetrina permanente. Da lì l’e-commerce, le prime vendite importanti, i contatti con gli appassionati all’estero. Oggi in vetrina non ci sono solo bustine sigillate ma pezzi da museo. Una Rayquaza Gold Star giapponese valutata almeno 20mila euro e, soprattutto, una carta Charizard prima edizione autografata da Mitsuhiro Arita senza dedica, considerata da molti un “Santo Graal”. Alessandro ammette che spesso è difficile separarsi dai pezzi più rari, per questo con i soci ha fissato una regola: alcune carte restano in collezione privata, per non perdere il gusto del collezionismo.

Intanto il giro continua a crescere e porta a Roma collezionisti da tutta Italia, trasformando Boccea in una piccola mecca delle carte Pokémon. Mentre una parte del team vola alle fiere negli Stati Uniti, Alessandro resta in negozio a incontrare clienti, firmare spedizioni e organizzare eventi con creator e streamer. Il suo messaggio per chi sogna di fare lo stesso è chiaro: serve passione, certo, ma anche disciplina, competenze digitali e tanta pazienza. “Siamo partiti da zero – racconta – ma non abbiamo intenzione di fermarci qui”.

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