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Roma, aumentano i casi di morbillo: allerta nel Lazio

Somministrazione di un vaccino tramite iniezione nel braccio di una persona in un ambiente sanitario.

A Roma e nel Lazio cresce l’attenzione per il morbillo. Il ministero della Salute ha segnalato un aumento dei casi nei primi mesi del 2026. Il Lazio rientra tra le regioni dove la crescita risulta più evidente, insieme a Calabria, Campania e Toscana. Secondo i dati riportati dal sistema Premal, nei primi cinque mesi dell’anno i casi nel Lazio sono passati dai 47 dello stesso periodo del 2025 ai 54 del 2026. La fascia più interessata è quella tra i 15 e i 39 anni, seguita dalle persone tra i 40 e i 64 anni. Il morbillo nel Lazio resta quindi sotto osservazione, soprattutto per il rapporto tra contagi e copertura vaccinale.

Proprio la vaccinazione rappresenta uno degli aspetti centrali evidenziati dal ministero. Secondo la circolare, la grande maggioranza delle persone contagiate ha dichiarato di non aver ricevuto il vaccino. Per poco più del 18% dei casi, invece, lo stato vaccinale non risulta noto. Il documento richiama inoltre i dati sulle coperture disponibili per il 2024. In Italia la copertura raggiunge il 94,77% per la prima dose e l’84,45% per la seconda. Nel Lazio la prima dose arriva al 95,60%, mentre la seconda si ferma al 77,81%, sotto la media nazionale. Nessuna regione o provincia autonoma italiana, secondo i dati citati nella circolare, raggiunge la soglia raccomandata per la seconda dose. L’Organizzazione mondiale della sanità indica infatti una copertura di almeno il 95% con due dosi come riferimento necessario per interrompere la trasmissione e garantire l’immunità di comunità nelle popolazioni target.

Di fronte all’aumento del morbillo nel Lazio e nelle altre aree interessate, il ministero invita le Regioni a rafforzare la prevenzione. Tra le indicazioni ci sono campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie considerate ad alto rischio. Sono raccomandate anche attività di recupero per chi non ha completato il ciclo con la seconda dose. Un altro punto riguarda la comunicazione verso cittadini e operatori sanitari, con il coinvolgimento di medici di famiglia e pediatri. Per Roma e il Lazio, quindi, l’attenzione resta alta soprattutto sulle persone non immunizzate. I dati mostrano infatti una copertura particolarmente bassa per la seconda dose, mentre le autorità sanitarie puntano ad aumentare l’adesione alla vaccinazione e limitare una maggiore circolazione del virus.

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