Una scena di inaudita violenza ha terrorizzato i passeggeri della metropolitana. Domenica pomeriggio, intorno alle 19:45, è scoppiata una brutale rissa sulla linea A. Il dramma si è consumato tra le stazioni di Repubblica e Barberini. La vittima è una giovane ragazza bosniaca di soli ventiquattro anni. La donna, nata nel 2002, è attualmente incinta di ben otto mesi. Secondo le prime ricostruzioni, la ventiquattrenne è stata improvvisamente accerchiata sul treno. Un gruppo composto da almeno dieci donne l’ha brutalmente aggredita davanti a tutti. La vittima è stata spinta a terra con estrema forza e violenza. Le autrici del feroce pestaggio l’hanno colpita ripetutamente con calci e pugni. I colpi sono stati sferrati con cattiveria anche direttamente sulla pancia. I numerosi turisti presenti sul vagone hanno assistito alla scena sotto choc.

L’aggressione presenta tutti i contorni di una vera e propria spedizione punitiva. La vittima del feroce pestaggio è nota come borseggiatrice della metropolitana romana. Le indagini suggeriscono che la ragazza sia stata presa di mira appositamente. La sua unica colpa sarebbe quella di lavorare da sola sui treni. La giovane operava infatti fuori da un gruppo criminale ben organizzato. Questo sgarro alle regole non scritte ha scatenato la violenza del branco. Dopo il terribile pestaggio, la ventiquattrenne è riuscita a raggiungere la stazione Termini. Qui ha disperatamente chiesto aiuto alle forze dell’ordine e ai sanitari. Il personale del 118 l’ha trasportata d’urgenza al vicino policlinico Umberto I. Fortunatamente, dai primissimi accertamenti medici il feto non avrebbe subito gravi danni. Tuttavia, la ragazza è misteriosamente fuggita dall’ospedale prima di eseguire l’ecografia.
Dietro questo agguato si profila l’ombra di un pericoloso racket dei borseggi. Gli inquirenti temono regolamenti di conti interni tra bande rivali in metropolitana. Il pestaggio è avvenuto proprio quando gli agenti della Polmetro non erano operativi. Adesso il grande timore è che questo grave episodio inneschi una faida. La vendetta potrebbe infatti allargarsi presto alle rispettive famiglie delle donne coinvolte. Questo drammatico episodio richiama un caso molto simile avvenuto circa due anni fa. Nel 2024, sempre a Termini, un’altra borseggiatrice rom incinta fu brutalmente picchiata. In quel caso, la donna di 39 anni fu aggredita dai suoi protettori. La banda voleva punirla per la sua presunta improduttività nei furti quotidiani. Le indagini della polizia proseguono senza sosta per identificare tutte le responsabili. L’obiettivo è fermare questa preoccupante spirale di violenza sotterranea nella Capitale.
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