Le stazioni di ricarica per veicoli elettrici continuano a subire attacchi da parte di ladri interessati ai cavi in rame. Solo nelle ultime settimane, i volontari del comitato Mobilità elettrica Roma hanno segnalato danni a più di 60 colonnine, soprattutto nella zona nord-est della Capitale e della provincia. Le aree più colpite sono Guidonia e Tivoli, con ben 32 impianti manomessi. I ladri hanno tagliato i cavi e li hanno portati via, lasciando intere zone senza servizio.
Secondo la mappatura del comitato, a Guidonia i furti hanno colpito le colonnine in via Tenuta del Cavaliere, in piazza Barbieri, e in via Todini. A Tivoli, invece, i ladri sono entrati in azione sei volte nel centro città e una volta nella zona di Bagni. Ma i colpi non si fermano qui: anche a Fiumicino, Valmontone, Palombara Sabina, Villa Adriana e Fiano Romano sono stati segnalati episodi simili. Dentro Roma, invece, i danni si registrano a Settebagni, via della Bufalotta, piazza Conca d’Oro, via Casal de’ Pazzi, via Edoardo Amaldi, piazza Zama e via Appia Nuova. Gli impianti presi di mira sono quasi sempre quelli “fast”, capaci di ricaricare un’auto in circa 30 minuti.
Il presidente del comitato, Salvatore Perna, ha spiegato che si tratta di furti mirati, portati avanti da bande organizzate. Cercano rame ad alto valore, presente nei cavi più spessi delle colonnine ad alta potenza. In molti casi, le stazioni risultano fuori servizio pochi giorni dopo l’installazione. Perna ha sottolineato che spesso le aree non sono sorvegliate. Inoltre mancano anche sistemi di tracciabilità dei materiali. Il comitato chiede interventi urgenti, come l’attivazione di videocamere h24, un programma rapido di ripristino e l’apertura di un tavolo tecnico con gestori, istituzioni e forze dell’ordine. L’ obiettivo è di fermare questi atti che danneggiano sia il servizio pubblico sia la mobilità sostenibile.
Fonte: Il Messaggero, Newsauto, Vaielettrico
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