Una donna è stata fermata con l’accusa di incendio doloso dopo l’esplosione Prenestina vicino a via Palmiro Togliatti. Secondo la prima ricostruzione, avrebbe dato fuoco in strada, a pochi metri da un cantiere ATAC. Le fiamme hanno raggiunto una bombola di Gpl. La bombola è esplosa e il serbatoio è schizzato per oltre 100 metri. Ha centrato una vettura parcheggiata davanti a un asilo, distruggendola. Per fortuna, nessun ferito. Solo spavento per residenti, passanti e famiglie.
I soccorsi sono arrivati subito. In campo Polizia Scientifica, Vigili del Fuoco e Polizia Locale – V Gruppo Casilino. L’area è stata delimitata e il rogo spento in pochi minuti. Una densa colonna di fumo era visibile a chilometri. In via precauzionale, il personale ha evacuato i bambini dell’asilo e li ha accompagnati all’esterno. La macchina colpita è andata distrutta. I tecnici hanno rimosso frammenti e messo in sicurezza il cantiere. La strada è stata chiusa a tratti per le operazioni e poi riaperta al traffico. Rilievi e misurazioni servono a definire distanza, traiettoria e punto esatto dell’innesco.
Capitolo indagini. La donna è stata bloccata dagli agenti e portata in commissariato. I motivi del gesto, per ora, restano ignoti. Gli investigatori stanno ascoltando testimoni e acquisendo le telecamere di zona. Possibili ulteriori contestazioni dipenderanno dagli accertamenti. Intanto resta il tema sicurezza: bombole e materiali infiammabili vanno protetti con recinzioni, sensori e vigilanza, specie vicino alle scuole. Il Comune e ATAC valuteranno se rafforzare i protocolli nei cantieri lungo via Palmiro Togliatti e assi vicini. Nel quartiere, la paura lascia spazio al sollievo: danni materiali, ma nessuna persona coinvolta. L’esplosione Prenestina riapre però il dibattito su controlli, manutenzioni e sanzioni per chi mette a rischio la città.
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