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Portuense: badante uccide anziano al primo giorno

Nicolò Caronia, 94enne ex poliziotto, è morto il 27 agosto scorso dopo quasi due mesi di agonia a causa delle gravi ferite subite durante un’aggressione nella sua abitazione in via Mengarini, zona Portuense. Secondo quanto ricostruito, il badante Nawela Kevinda, 31enne originario dello Sri Lanka, lo avrebbe massacrato di calci, pugni e gomitate appena il giorno dopo aver iniziato a lavorare con lui. Il figlio dell’anziano, allarmato dal silenzio del padre, aveva ricevuto una risposta evasiva dal badante. Insospettito, si era recato a casa, trovando il padre pieno di lividi e in stato di semi-incoscienza. «Mi ha ammazzato di botte», sono state le parole del 94enne al figlio e poi ai carabinieri, prima del ricovero al San Camillo.

L’aggressione sarebbe avvenuta dopo che Caronia aveva chiesto un caffè. Il badante si sarebbe rifiutato e, dopo aver scoperto che l’uomo era un ex poliziotto, lo avrebbe anche insultato e sputato sui suoi attestati. La violenza avrebbe coinvolto testa, busto, arti superiori e inferiori, lasciando l’anziano inerme a letto. I carabinieri hanno trovato otto bottiglie di vino vuote tra lo zaino dell’aggressore e l’immondizia di casa. Nawela Kevinda si trovava in Italia dal 2016, ma con permesso di soggiorno scaduto.

Ieri si è svolta l’udienza preliminare: l’avvocato del 31enne ha chiesto il rito abbreviato, ma il GUP di Roma ha respinto la richiesta. Il giudice deciderà la prossima settimana sul rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà.

Fonte: Il Messagero

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