Un uomo di 35 anni ha subito l’asportazione della mandibola al Policlinico Umberto I a causa di un errore medico. L’operazione è avvenuta dopo che una biopsia errata aveva indicato la presenza di un tumore maligno. Solo mesi dopo, nuovi esami hanno rivelato che il tessuto rimosso apparteneva a un’altra persona.
L’uomo si era recato in ospedale per un dolore alla mandibola e i medici avevano deciso di effettuare una biopsia. I risultati avevano mostrato la presenza di una forma aggressiva di cancro, portando i chirurghi a rimuovere parte della mandibola. Dopo l’intervento, il paziente ha iniziato un percorso di riabilitazione con grandi difficoltà nel parlare e mangiare. Solo successivamente, ulteriori esami hanno dimostrato che il DNA del tessuto analizzato non corrispondeva al suo. Gli avvocati della famiglia hanno chiesto un risarcimento per il danno subito, sottolineando il grave impatto sulla qualità della vita del paziente.
La famiglia ha presentato una denuncia, e la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità. Gli inquirenti stanno verificando la catena di analisi e documentazione, oltre a individuare eventuali negligenze nel processo ospedaliero. Il Policlinico Umberto I ha avviato un’indagine interna per accertare l’origine dell’errore e garantire che episodi simili non si ripetano. Sono in corso accertamenti anche su altri casi sospetti, per verificare se ci siano state altre anomalie nei test di laboratorio.
Il caso ha sollevato polemiche sulla sicurezza delle procedure ospedaliere e sull’affidabilità delle biopsie. Le autorità sanitarie hanno promesso maggiori controlli per evitare futuri episodi di questo tipo. Il paziente, intanto, dovrà affrontare nuove operazioni per cercare di ricostruire la mandibola e recuperare almeno in parte la sua funzionalità.
Fonte: Sky TG24
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