A Villa Borghese è nato un piccolo albero che porta con sé quattro secoli di storia. Roma Capitale, insieme all’Orto Botanico della Sapienza, ha clonato un platano monumentale, uno degli undici piantati nel 1600 dal cardinale Scipione Borghese. L’esperimento, il primo mai realizzato direttamente dal Comune di Roma, utilizza il “dna” vegetale della pianta madre per creare un nuovo esemplare identico. Oggi è soltanto un alberello esile, ma ha la stessa identità dei giganti che lo circondano. Gli esperti scherzano: “È come la pecora Dolly”, ma il paragone funziona davvero, perché la tecnica riproduce l’albero senza incroci o impollinazioni.
Per ottenere il nuovo platano, i botanici hanno applicato una capsula piena di terra a un ramo del platano seicentesco. Le radici sono nate direttamente da quel punto, prima in vaso, poi nel suolo della Valle dei Platani. Una forma di riproduzione agamica che permette di salvare alberi antichissimi e garantire continuità genetica ai monumenti verdi della città. «Oggi celebriamo la Giornata nazionale dell’albero con una rinascita», ha dichiarato Sabrina Alfonsi, ricordando il valore storico dei platani censiti dal Ministero dell’Agricoltura come alberi monumentali. La storia di questa valle risale al Seicento, quando Borghese volle questi undici alberi come parte del grande progetto paesaggistico della villa. Il clone entra ora in una famiglia che ha attraversato guerre, trasformazioni urbane e quasi mezzo millennio di storia romana.
La notizia arriva in un momento in cui il patrimonio arboreo di Roma accende spesso discussioni. La Capitale ospita oltre 340mila alberi pubblici, tra parchi, strade e giardini, e negli ultimi aggiornamenti ministeriali ha ottenuto 23 nuovi alberi monumentali, arrivando a quota 65. Allo stesso tempo, molti quartieri protestano per l’abbattimento di alberi storici sostituiti da piante giovani e sottili che abbiano bisogno di anni prima di dare ombra. Non parliamo di esemplari monumentali, ma di ciliegi e altre specie comuni, comunque importanti per la storia dei luoghi e per l’equilibrio del verde cittadino. Il nuovo platano clonato, invece, diventa un simbolo concreto: Roma non solo tutela il suo passato, ma prova anche a rigenerarlo, mantenendo vivi gli alberi che raccontano la memoria della città.
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