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Ostia, incendia sette stabilimenti: “Ho un chip militare nella testa”

Quello che resta delle tre cabine incendiate allo stabilimento "Plinius" di Ostia, Roma, 27 marzo 2025. ANSA/EMANUELE VALERI

Sette incendi hanno colpito gli stabilimenti balneari di Ostia tra lunedì e mercoledì. La polizia ha fermato un 24enne, Alessandro Marchili, accusato di essere il responsabile dei roghi. Il giovane vive per strada da dieci giorni e ha raccontato agli inquirenti di aver agito “per rabbia”. Giovedì mattina, di fronte al pubblico ministero Stefano Opilio, ha dichiarato di sentire delle voci nella testa e di credere di avere “un chip militare impiantato”. «Sono stato io a incendiare tutto, non ce la faccio più», ha detto durante l’interrogatorio.

Le telecamere di sicurezza hanno ripreso il ragazzo mentre appiccava il fuoco. Gli inquirenti contestano sei episodi di incendio doloso. Marchili ha raccontato di aver usato delle bombolette per appiccare i roghi e di non aver ricevuto aiuto. Ha lasciato la casa di famiglia a San Giovanni per problemi con i genitori, entrambi tossicodipendenti. Non ha precedenti e non possiede un cellulare. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno cercando di capire se qualcuno possa averlo spinto a compiere gli atti dolosi in cambio di denaro.

L’inchiesta è ancora in corso. Le fiamme sono divampate proprio nei giorni in cui l’amministrazione capitolina, dopo il via libera del Consiglio di Stato, ha accelerato sul bando per l’assegnazione di 31 spiagge. Gli stabilimenti bruciati sono attività con bar e ristoranti. Gli inquirenti vogliono accertare se dietro agli incendi ci sia un disegno più grande o se Marchili abbia agito da solo.

Fonte: Repubblica, Radio Roma

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