Un’esplosione ha squarciato la quiete notturna a Ostia. Poco dopo le 2:30, qualcuno ha fatto esplodere una bomba carta davanti alla palestra di boxe “Di Napoli”, in via delle Azzorre 451. La deflagrazione ha distrutto la serranda, danneggiato i locali interni, colpito alcuni motorini, un’auto parcheggiata e annerito la facciata del palazzo. Il boato ha spaventato gli abitanti, che sono usciti in strada mentre i soccorritori evacuavano l’edificio a scopo precauzionale. Nessuno è rimasto ferito.
Sul posto sono arrivati vigili del fuoco, polizia e artificieri della questura di Roma. La squadra mobile ha avviato le indagini per chiarire natura e motivazioni dell’attacco. La palestra appartiene a Gianni Di Napoli, padre del pugile Kevin Di Napoli. Kevin è già noto alle forze dell’ordine: nel luglio scorso è rimasto ferito durante un agguato a Casoria, dove un altro uomo ha riportato gravi ferite. Il suo nome è emerso in più inchieste, tra cui “Grande Raccordo Criminale” e “Maverik”, entrambe legate al crimine organizzato. Secondo gli investigatori, avrebbe fatto da “recuperatore di crediti” per diversi clan.
La coincidenza temporale dell’attentato con la sentenza definitiva per l’omicidio di Fabrizio “Diabolik” Piscitelli, boss assassinato nel 2019, non passa inosservata. Proprio oggi è arrivata la condanna per il suo sicario. Federico Ruffo, presidente dell’Osservatorio per la legalità e l’antimafia sociale, è intervenuto duramente: «Svegliarsi con il boato di una bomba, i vetri rotti e le auto distrutte è qualcosa che pensavamo di aver superato. Ostia non è mafia. Ostia è fatta di cittadini onesti. Serve una risposta forte e immediata». Per questo ha convocato una riunione straordinaria nel pomeriggio. Intanto, il quartiere vive con crescente tensione. Da febbraio si contano già otto roghi negli stabilimenti balneari. L’attacco di stanotte riaccende l’allarme su una situazione che preoccupa sempre più residenti e istituzioni.
Seguici su Instagram per altri contenuti 🧡


