Non ce l’ha fatta Demir Orahovac. Purtroppo, il cuore del 25enne ha smesso di battere questa mattina alle 10:50. Il giovane era ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo in condizioni disperate. Infatti, era arrivato ieri in fin di vita dopo l’aggressione subita nel quartiere Trullo. Dunque, la posizione dei tre fermati si aggrava drasticamente. I Carabinieri avevano già arrestato un 37enne, un 48enne e suo figlio di 25 anni. Ora, l’accusa passa da tentato omicidio a omicidio consumato. Evidentemente, quella che sembrava una lite di quartiere si è trasformata in un dramma irreparabile.
Dietro il delitto si nasconde una terribile sequenza di ritorsioni. Nello specifico, tutto è iniziato venerdì 19 dicembre. Secondo le ricostruzioni, la vittima avrebbe danneggiato il portone di una palazzina popolare in viale Ventimiglia. Successivamente, qualcuno lo ha aggredito ferendolo alla testa, forse come prima “punizione”. Tuttavia, la situazione è precipitata all’alba di sabato. Infatti, intorno alle 5:00, le fiamme hanno distrutto due auto. Una apparteneva proprio a uno degli arrestati. Probabilmente, gli inquirenti sospettano che Demir abbia appiccato l’incendio per vendicarsi. Di conseguenza, la risposta dei rivali non si è fatta attendere.
L’ultimo atto della faida è avvenuto poche ore dopo il rogo. Infatti, verso le 7:00 del mattino, gli aggressori hanno sorpreso il 25enne sulle scale del palazzo. Qui, lo hanno colpito con un coltello da cucina lasciandolo in una pozza di sangue. Immediatamente, il fratello ha lanciato l’allarme, ma la ferita era troppo grave. Attualmente, i Carabinieri lavorano per chiudere il cerchio su questa “giustizia fai da te”. Certamente, il Trullo resta sotto shock per un’escalation di violenza così rapida. In conclusione, una banale discussione tra condomini ha cancellato una vita in meno di 48 ore.
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