Roma inaugura il MUPA – Museo del Patriarcato, un progetto unico firmato ActionAid che apre oggi e resterà visitabile fino al 25 novembre. L’installazione invita il pubblico a entrare in un futuro immaginario: il 2148, l’anno in cui – secondo il Global Gender Gap Report – si raggiungerà l’uguaglianza di genere. Il percorso, immersivo e diretto, espone “reliquie” del presente: buste paga di colori diversi per uomini e donne, ante colpite da pugni, specchi che restituiscono frasi di mansplaining. Ogni opera mostra un pezzo di ciò che, purtroppo, ancora oggi alimenta la violenza di genere. L’attrice Violante Placido ha accompagnato l’apertura ufficiale, mentre alle 18 l’esposizione si prepara ad accogliere i primi visitatori.
Il MUPA non nasce solo per mostrare, ma per far riflettere. La ricerca “Perché non accada”, realizzata da ActionAid con Osservatorio di Pavia e 2B Research, descrive un Paese ancora lontano dalla parità. Un uomo su tre giustifica la violenza economica, uno su quattro quella verbale o psicologica e quasi due su dieci ritengono ammissibile anche la violenza fisica. Il quadro culturale cambia poco tra generazioni diverse: i Boomer tendono a negare, gli uomini più giovani riconoscono il problema ma spesso lo legittimano. Le disuguaglianze si vedono ovunque: in casa – dove il 74% delle donne gestisce tutto da sola –, negli spazi pubblici, sui mezzi, nel lavoro, nella cultura e nel digitale. «Non possiamo prevenire la violenza senza costruire uguaglianza», ricorda Katia Scannavini, co-segretaria generale di ActionAid. Il museo, dice, è uno spazio per osservare e superare le radici del patriarcato.
Il programma propone talk, laboratori e performance. Si parte il 21 novembre con il talk “Immaginare un altro mondo”, moderato da Annalisa Camilli, e con lo stand-up show di Chiara Becchimanzi. Il 23 novembre arrivano il laboratorio fotografico “Per piacere” e il talk “Corpi sotto controllo”. Il 24 si parla di città e sguardi transfemministi grazie a Lucha y Siesta, Amleta e Collettivo Angelo Mai. Il 25, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il MUPA chiude con un episodio speciale del podcast Scanner e con un incontro dedicato al racconto mediatico della violenza di genere. L’ingresso è gratuito, ma è richiesta la prenotazione su Eventbrite. Il museo è totalmente accessibile, grazie a percorsi e materiali pensati per persone con disabilità motorie, visive, uditive e cognitive. Un progetto che Roma aspettava e che porta finalmente al centro un tema urgente per la città e per il Paese.
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