Una foto con un fucile, un messaggio diretto: “Questo è per te, sindaco”. Le ultiume minacce a Gualtieri nascono online e rimbalzano in città dopo la demolizione delle ville abusive di via Arzachena, a Rocca Cencia. La procura di Tivoli apre un fascicolo, le forze dell’ordine si muovono per verificare autenticità di profili e contenuti. Nel frattempo, la politica fa quadrato: arrivano messaggi di solidarietà dalla premier, dai ministri, dalla segretaria del Pd e dalle istituzioni locali. Ma l’attenzione resta sul Campidoglio: la risposta del sindaco diventa il punto fermo della giornata.
Gualtieri sceglie una nota asciutta e senza giri di parole. «Ringrazio chi mi ha espresso vicinanza. Le minacce non modificano il nostro impegno contro le mafie e per restituire ai cittadini spazi sottratti alla criminalità», scrive. Poi indica la rotta operativa: «Andremo avanti con Prefettura, Questura e forze dell’ordine per una Roma più sicura e più giusta». Il messaggio è politico e amministrativo insieme: nessun arretramento sulle operazioni che colpiscono rendite illegali, abusivismo e reti che condizionano i quartieri di Roma Est. Nel VI Municipio, intanto, proseguono le attività di ripristino dopo gli abbattimenti: messa in sicurezza delle aree, controlli mirati e presidio del territorio nelle ore serali.
L’indagine va avanti su due fronti: accertare chi abbia pubblicato i contenuti e valutare eventuali reati connessi all’istigazione o all’intimidazione. In parallelo, la città chiede continuità: lotta all’illegalità, tutela delle comunità e protezione degli operatori impegnati nei servizi pubblici. La linea del Campidoglio, ribadita dal sindaco, punta a un doppio risultato: colpire con decisione i clan e restituire ai residenti spazi, case e strade che per anni hanno vissuto sotto pressione. In sintesi, sulle minacce il segnale è netto: Roma non si fa intimidire, e le operazioni di legalità non si fermano.
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