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Metro C: il 25 febbraio partono i cantieri della T2, fine nel 2037

L’attesa è finita e le date sono ufficiali. Il Sindaco Roberto Gualtieri, insieme all’assessore Eugenio Patanè e alla Commissaria Maria Lucia Conti, ha annunciato l’avvio operativo dei cantieri per il prolungamento della Metro C verso il quadrante nord-ovest. Nello specifico, dopodomani verranno consegnate le aree, ma i lavori veri e propri per la Tratta T2 inizieranno mercoledì 25 febbraio. Si tratta di un intervento colossale da oltre 3 miliardi di euro che porterà la linea da Venezia fino a Farnesina, attraversando il cuore pulsante di Roma e il quartiere Prati.

Il piano è ambizioso e i tempi sono lunghi ma definiti. Entro luglio 2026 partiranno anche i cantieri della Tratta T1 (Auditorium e Farnesina), mentre per la T2 (Chiesa Nuova, Piazza Pia, Ottaviano e Mazzini) si parte subito. L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione è concludere l’opera entro il 2037, con la speranza di ottimizzare i tempi e chiudere i cantieri già nel 2036. Intanto, procedono i lavori a Piazza Venezia: a marzo riprenderà l’attività dell’idrofresa per scavare fino a 85 metri di profondità.

L’apertura dei nuovi cantieri della Metro C comporterà inevitabili modifiche alla viabilità. Ecco i punti critici:

  • Chiesa Nuova: Chiude via Cerri e cambia la viabilità su via Sora. Spostata l’area taxi e soppressa la fermata bus su Corso Vittorio (che resta percorribile).
  • Ottaviano (Prati): È il nodo più delicato per lo scambio con la Metro A. Via Barletta subirà restringimenti con occupazione dei marciapiedi centrali e della ciclabile; si circolerà su un’unica corsia centrale a senso unico verso viale Giulio Cesare.
  • Mazzini: Cantieri al centro del viale tra via Andreoli e viale Angelico. Resterà una corsia per senso di marcia.
  • Piazza Pia: Inibito l’accesso ai giardini di Castel Sant’Angelo da lungotevere Castello.

La stazione Farnesina avrà un ruolo strategico non solo come capolinea provvisorio. Infatti, il cantiere nel parcheggio di via Antonino di San Giuliano servirà per calare le TBM (le talpe meccaniche). Da qui, le macchine scaveranno le gallerie senza sosta fino a Piazza Venezia. Il progetto include anche la predisposizione per il futuro prolungamento verso Grottarossa e lo sfiocco per Tor di Quinto, disegnando così la mobilità del futuro.

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