Scegliere dove mangiare a Roma non è semplice, soprattutto in una città dove trattorie storiche, bistrot, enoteche e nuove realtà convivono nello stesso panorama gastronomico. Tra gli indirizzi da provare c’è Cesare al Casaletto, trattoria di via del Casaletto guidata da Leonardo Vignoli e dalla sua famiglia. Qui la cucina romana resta protagonista, tra ricette tradizionali, quinto quarto e piatti di pesce. Tra i piatti citati ci sono trippa, polpette di bollito in salsa di basilico e carbonara. La proposta comprende anche una selezione di vini naturali. Cambia completamente atmosfera Koû Koû, vicino alla metro Lepanto. Aperto nel 2024 da Paola Mazzeo e Wataru Izumo, unisce cucina tradizionale giapponese e pasticceria francese. Si passa da teishoku e donburi a noodles e ramen, fino ai dolci che mescolano influenze francesi e ingredienti nipponici.
Per chi preferisce il vino naturale c’è Owine, nel quartiere Montagnola. Rebecca e Daniele hanno aperto il locale nel 2019 dopo diverse esperienze nella ristorazione romana. Lo spazio conta meno di 30 posti interni, ai quali si aggiunge una pedana esterna. La cantina propone circa 200 etichette italiane e internazionali, con attenzione alle piccole aziende. Non esiste una carta dei vini tradizionale: le bottiglie vengono raccontate e consigliate direttamente al tavolo. Alla proposta da bere si affiancano piatti stagionali, salumi, formaggi, focacce, hummus e polpette. Altro indirizzo da conoscere è The Shell, tra Trieste e Nomentano. Il locale occupa gli spazi di un’ex officina vicino a Villa Paganini e mette insieme libreria e bistrot. Si può entrare per un libro e restare per colazione, pranzo o brunch. Nel menu trovano spazio toast, torte homemade e piatti del giorno. Il locale ospita anche mostre, incontri e appuntamenti musicali durante il weekend.
L’ultimo indirizzo porta a Roma Est. Nel quartiere Collatino si trova Fermento, pizzeria al taglio aperta nel 2020 da Gianluca Rossi, che all’epoca aveva 22 anni. La protagonista è la pizza in teglia alla romana, croccante fuori e morbida all’interno, preparata con un impasto ad alta idratazione e lunghe lievitazioni. Accanto a gusti classici come margherita, amatriciana e fiori e alici arrivano combinazioni più particolari, tra cui patate e pollo alla cacciatora. Anche i fritti vengono preparati in pizzeria, dai supplì alle crocchette. Fermento produce inoltre pane con lievito madre. Cinque proposte molto diverse che attraversano quartieri e stili della Capitale. Dalla trattoria romana alla cucina giapponese, passando per vino naturale, bistrot e pizza al taglio: una selezione utile per chi cerca dove mangiare a Roma e vuole provare qualcosa di diverso questo settembre.
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