La pazienza dei residenti contro la malamovida è finita. I municipi I, II e III hanno bussato alla porta del Campidoglio. L’obiettivo è chiedere una severa revisione del regolamento di polizia urbana. La proposta punta a limitare gli orari per i locali notturni. Attualmente, la somministrazione di bevande è consentita fino alle 3 di notte. Il nuovo testo chiede di anticipare lo stop all’una il venerdì e sabato. Negli altri giorni, invece, il divieto scatterebbe già alla mezzanotte. Inoltre, sarà vietato bere alcolici sui marciapiedi limitrofi ai locali.
Un altro punto fondamentale riguarda il rumore e la diffusione sonora. I promotori vogliono intervenire sull’articolo 14 per colmare un vuoto normativo. La richiesta è molto chiara per tutelare il sonno dei cittadini. Il divieto di fare musica deve estendersi a tutte le superfici in concessione. Questo significa vietare la musica a tutto volume all’interno dei dehors esterni. In questo modo, si eviterà che le casse acustiche all’aperto disturbino il quartiere. L’intento non è affatto criminalizzare il sano e legittimo divertimento giovanile. Si cerca solo di garantire il diritto al riposo dei residenti.
Il percorso politico di questa proposta è ancora in fase di definizione. Il terzo Municipio ha già approvato il documento in via ufficiale. Negli altri parlamentini, invece, il confronto politico è attualmente aperto e acceso. All’interno del Pd ci sono opinioni discordanti sullo stop anticipato agli alcolici. Tuttavia, la priorità resta quella di difendere i quartieri storicamente più colpiti dalla malamovida. La lista delle zone calde include Trastevere, Monti, San Lorenzo e piazza Bologna. Si aggiungono all’elenco anche corso Trieste, piazza Fiume e piazza Sempione. Un nuovo patto sociale per far convivere movida e vita quotidiana.
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