La Lazio vive un momento surreale: troppi infortuni, troppe coincidenze e un clima che si fa sempre più pesante. Così Claudio Lotito è passato dalle parole ai fatti e ha fatto benedire i campi di Formello da un sacerdote a lui molto vicino. Un gesto simbolico, quasi disperato, per fermare una scia di problemi fisici che ha mandato in infermeria oltre quindici giocatori dall’inizio della stagione. Le lesioni muscolari sono già dieci e la sensazione è che la squadra non riesca più a stare in piedi, letteralmente. A complicare tutto c’è anche la scelta di Nicolò Rovella, che ha deciso di operarsi dopo mesi di fastidi alla pubalgia: rientrerà solo nel 2026.
Il centrocampista aveva provato la terapia conservativa, ma senza risultati. Ha tentato persino qualche corsa leggera nei giorni scorsi, ma il dolore è rimasto lì, identico, a bloccarlo. E così ha preferito non perdere altro tempo: si sottoporrà allo stesso intervento che ha risolto i problemi di Zaccagni, e in passato anche quelli di Marusic e Radu. Per lui serviranno almeno 30-40 giorni, che diventano un’eternità in una Lazio ormai senza alternative. Non stupisce quindi che, nell’ultimo incontro tra Sarri, Lotito e il ds Fabiani, si sia parlato anche di mercato. Il tecnico ha chiesto tre rinforzi precisi: una mezzala sinistra, un regista e un esterno offensivo. L’idea Insigne circola, ma tutto passa dai paletti economici che arriveranno a metà dicembre, quando la commissione che ha sostituito la Covisoc definirà i margini di manovra del club.
La Lazio potrà forse operare liberamente, oppure solo a saldo zero: dipende dal rapporto tra costi della rosa e ricavi, che non dovrà superare lo 0,8. Se necessario, la società avrà tempo fino al 31 gennaio per versare la cifra utile a rientrare nei parametri. Intanto Sarri resta concentrato su ciò che serve davvero. Ha già indicato anche i giocatori considerati sacrificabili: Noslin, uno tra Belahyane e Dele-Bashiru, oltre a Gigot e Mandas. Ma prima di tutto servono salute, continuità e un po’ di normalità. E se per ritrovarla bisogna passare da una benedizione, a Formello sono pronti a provarle tutte.
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