Il livello del Tevere resta alto e sulla Capitale continua la fase di attenzione. Le immagini delle ultime ore mostrano un fiume che scorre ancora con una portata importante, soprattutto nei tratti urbani più bassi. Nessun rischio immediato di esondazione, ma la parola d’ordine resta una: prudenza. Per questo le autorità hanno confermato il divieto di scendere sulle banchine, ancora ricoperte di fango e rese insidiose dalle forti correnti. Anche senza precipitazioni, la situazione lungo il corso d’acqua può cambiare rapidamente ed è fondamentale evitare comportamenti pericolosi.
La Protezione Civile e il Comune hanno ribadito le raccomandazioni già diffuse nei giorni di maltempo. Le banchine restano chiuse e l’accesso alle golene è vietato fino a nuovo ordine. Il livello del Tevere, pur in lento calo, continua a muovere detriti e a generare correnti irregolari difficili da prevedere. A questo si aggiunge il lavoro costante dei volontari e delle squadre di sicurezza, impegnati nel monitoraggio del fiume e nella rimozione dei materiali trasportati dalla piena. Nelle ultime ore, numerosi cittadini hanno tentato di avvicinarsi alle banchine per scattare foto o video, costringendo le forze dell’ordine a intervenire per far rispettare le restrizioni.
In questa fase il comportamento dei cittadini è fondamentale per evitare incidenti e alleggerire il lavoro dei soccorritori. Se il meteo continuerà a migliorare, nelle prossime giornate potrebbe iniziare una graduale riapertura delle aree fluviali, ma tutto dipenderà dall’evoluzione del fiume. Intanto Roma, ancora una volta, si trova a fare i conti con la potenza del suo corso d’acqua più iconico, ricordando che basta una piena improvvisa per trasformare una passeggiata in un pericolo reale. La città resta in attesa, con un occhio al cielo e l’altro al Tevere.
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