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Liceo Giulio Cesare sotto choc: riappare la lista stupri

Una nuova lista stupri è apparsa sui muri del liceo romano Giulio Cesare , ancora occupato da un gruppo di studenti. Questa volta, a finire nel mirino sono stati i nomi di due docenti, indicati in una scritta comparsa nell’anticamera del primo piano. Un gesto che ha scosso l’intera comunità scolastica, già provata dall’ondata di episodi precedenti. Infatti, i rappresentanti dell’istituto hanno denunciato pubblicamente quanto accaduto, definendolo “deplorevole” e sottolineando quanto sia grave che qualcuno abbia scelto di replicare un atto così violento. Il clima nel liceo è teso: molti studenti sono ancora presenti all’interno della scuola per l’occupazione, mentre la dirigenza prova a mantenere un equilibrio in una situazione sempre più complessa.

Il nuovo episodio arriva a poche settimane dalla prima comparsa della lista stupri al liceo Giulio Cesare, trovata a fine novembre nei bagni con i nomi di otto studentesse e uno studente. Quel gesto aveva portato l’apertura di un’indagine da parte della Procura di Roma e del Tribunale dei Minori con l’accusa di istigazione alla violenza sessuale. Da allora, la tensione non è mai scesa. Nei giorni scorsi, una scritta simile era apparsa anche nel vicino liceo Carducci, segno che il fenomeno si sta purtroppo espandendo. La comunità scolastica del Giulio Cesare, tramite i propri rappresentanti, ha espresso indignazione profonda, dichiarando che “mai avrebbe pensato di trovarsi di nuovo davanti a un episodio simile” e ribadendo come questa seconda comparsa dimostri una volontà deliberata di ignorare ogni denuncia precedente.

L’impatto sulla città è forte: Roma segue la vicenda con crescente preoccupazione perché racconta un disagio che va oltre i confini del singolo liceo. Le famiglie chiedono risposte immediate, mentre studenti e docenti temono un clima sempre più ostile all’interno delle scuole. Il Campidoglio valuta interventi aggiuntivi sul tema della sicurezza e dell’educazione al rispetto, mentre le indagini proseguono per individuare i responsabili. Il caso diventa così simbolo di una battaglia culturale urgente, che coinvolge istituzioni, scuola e società. E mette a nudo quanto sia necessario un lavoro profondo per prevenire questi atti e proteggere chi ogni giorno vive le aule di Roma.

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