La nuova linea Metro D di Roma non è più un’ipotesi, ma un progetto con un tracciato definitivo. Il 23 dicembre il sindaco Roberto Gualtieri ha riunito gli assessori Patané e Veloccia per chiudere la partita su quella che sarà una delle opere più grandi e ambiziose della Capitale. La linea, ribattezzata “gialla”, taglierà la città da nord-est a sud-ovest, collegando quartieri densamente abitati, stazioni strategiche, università, ospedali e nodi ferroviari oggi difficili da raggiungere con il trasporto pubblico.
Il percorso della linea D partirà dal capolinea Nomentana-GRA e proseguirà toccando Ojetti, Talenti, Adriatico e Jonio, dove ci sarà l’interscambio con la B1. Poi entrerà verso il centro attraversando zone oggi completamente scoperte come Villa Chigi, Nemorense e Buenos Aires, fino a Barberini, dove la nuova metro incrocerà la A. Da lì si scenderà verso Venezia, interconnessa con la C, per poi attraversare il Tevere e servire il quadrante di Trastevere con fermate come Mastai, Ippolito Nievo, la stazione ferroviaria e Fermi. Il percorso continuerà verso sud con Morelli, La Loggia, Bonelli, Magliana Nuova e un nuovo scambio con la B a Eur Magliana. Ultime fermate: Agricoltura, Tintoretto e Roma 70. In totale: 27 stazioni. Un’opera da oltre 9 miliardi di euro, che dovrà ancora risolvere nodi delicati come lo scambio di Trastevere o il collegamento con la FL3 a Quattro Venti.
Il Campidoglio punta a recuperare decenni di ritardi con prolungamenti e nuove tratte: la metro B oltre Rebibbia, fino a Setteville; la metro C che nei prossimi anni arriverà a piazza Venezia, diventando una delle archeostazioni più complesse d’Europa; gli sviluppi futuri verso Farnesina, Auditorium e Cassia; e il possibile allungamento della metro A fuori dal GRA. Una rete che, se realizzata, cambierà radicalmente l’idea di mobilità nella Capitale.
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