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Terzo liceo occupato a Roma in una settimana

Il liceo Socrate è il terzo liceo occupato a Roma in meno di una settimana. Dopo il Rossellini e il Cavour, anche l’istituto di via Padre Reginaldo Giuliani si è unito alla mobilitazione. Nella mattina di martedì 30 settembre, un gruppo di studenti ha esposto lo striscione “Socrate occupato” e acceso fumogeni davanti all’ingresso. La notizia è stata diffusa dal collettivo Rosa Luxemburg, che rilancia le azioni delle scuole romane. Secondo gli organizzatori, il gesto non è diretto contro docenti o presidenza, ma rappresenta una presa di posizione politica chiara.

Gli studenti spiegano che l’occupazione nasce per esprimere solidarietà al popolo palestinese, denunciando bombardamenti, mancanza di beni essenziali e condizioni di vita estreme a Gaza. Durante un’assemblea straordinaria hanno gridato “Prendiamoci tutto”, chiamando alla mobilitazione tutte le scuole italiane. “Vogliamo una protesta larga, unitaria e partecipata – scrivono – perché riteniamo necessario unirci in una lotta comune”. Lo sguardo è puntato sul corteo nazionale del 4 ottobre a Porta San Paolo, che per i collettivi sarà un banco di prova decisivo. Intanto, il sostegno cresce: studenti e studentesse hanno manifestato anche sotto il liceo artistico Enzo Rossi contro un regolamento che penalizzerebbe chi occupa, mentre alla Sapienza si prepara un corteo interno per alzare l’attenzione sul tema.

Il clima nelle scuole romane è teso. Dopo lo sciopero del 22 settembre e l’occupazione della facoltà di Lettere, il movimento studentesco continua a rafforzarsi. Le occupazioni non sono più episodi isolati ma una rete diffusa che si espande di quartiere in quartiere. Roma vive così un autunno caldo, in cui il liceo occupato a Roma diventa il simbolo di un disagio più ampio. Le istituzioni monitorano con attenzione, mentre i collettivi parlano di “responsabilità storica” e della necessità di trasformare le scintille di protesta in un movimento di massa.

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