Il mercato di gennaio della Lazio entra finalmente nel vivo. Dopo mesi di blocco totale e controlli serrati sui conti, la società ha ottenuto il via libera per operare a saldo zero, aprendo la porta a un restyling della rosa richiesto da Sarri. La priorità è chiara: cedere profili importanti per generare risorse e intervenire su attacco, centrocampo e corsie esterne. Le prime mosse hanno già cambiato il volto della squadra, con l’arrivo di Ratkov e Taylor e le cessioni di Castellanos e Guendouzi. Ma è solo l’inizio di una sessione che potrebbe rivoluzionare Formello.
Nel cuore del mercato resta il nodo Romagnoli, tentato da un triennale milionario dell’Al-Sadd. Lotito resiste, chiede almeno il doppio dei 7 milioni offerti, ma non lo considera incedibile: il rischio che il difensore saluti è concreto. In attacco il sogno proibito è Rayan, talento classe 2006 del Vasco da Gama: 50 milioni la richiesta, 30 la proposta biancoceleste. Per arrivarci serviranno cessioni pesanti, tra cui quella probabile di Cancellieri, nel mirino del Brentford per 15 milioni. Occhi anche su Giovane dell’Hellas, mentre per il centrocampo Sarri spinge su Loftus-Cheek e Fabbian, alternative al giovane Toth del Ferencvaros, corteggiato anche dalla Premier. In uscita quasi fatta per Nuno Tavares, destinato al Besiktas: al suo posto pronto Pedraza dal Villarreal.
La Lazio si muove su più fronti, consapevole che il mercato di gennaio è l’ultima occasione per dare nuova identità alla squadra. L’arrivo di Ratkov, pagato 14 milioni e destinato a sostituire Castellanos, è il primo segnale di una strategia aggressiva ma sostenibile. Sul tavolo restano nomi pesanti: Raspadori, Pinamonti, Oyarzabal, Lucca e persino Insigne, per cui c’è un’intesa di massima. Da monitorare anche il futuro di Mandas, richiesto in Premier e Serie A. La sensazione è che la Lazio vivrà settimane decisive, tra colpi a sorpresa e addii eccellenti: una vera rivoluzione per tentare l’assalto all’Europa.
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