C’è un posto magico a poca strada da Roma che sorprende ogni visitatore. Il meraviglioso Lago di Piediluco si trova in Umbria, a brevissima distanza dalla città di Terni. Arrivando sulle sue sponde si prova un immediato e affascinante senso di spaesamento. Invece delle classiche colline e degli uliveti, appare un paesaggio decisamente alpino e incontaminato. Uno specchio d’acqua calmo e incassato tra fitti rilievi boscosi ricorda i panorami della Svizzera. Sulla sua placida superficie si riflette maestosamente l’imponente sagoma del Monte Terminillo. Con i suoi 375 metri di altitudine, è il secondo bacino naturale umbro per dimensioni dopo il Trasimeno.
Il paesaggio mozzafiato non è però un’opera creata esclusivamente dalla forza della natura. Nel lontano 271 a.C. il console romano Manio Curio Dentato ordinò un’incredibile impresa ingegneristica. Fece scavare la celebre Cava Curiana per drenare le acque del preesistente Lacus Velinus. L’obiettivo era far defluire in totale sicurezza le acque stagnanti direttamente verso il fiume Nera. Da questo maestoso e imponente intervento idraulico nacque la spettacolare Cascata delle Marmore. Il gigantesco salto d’acqua di 165 metri e i nuovi canali hanno ridisegnato il territorio nei secoli successivi.
Il fascino più grande di questo lago resta comunque indissolubilmente legato alle antiche leggende. Una delle storie più curiose racconta della magica e suggestiva Montagna dell’Eco. In questo specifico punto le parole sembrano letteralmente tornare indietro come per un incantesimo. Un’altra leggenda millenaria parla invece di un drago oscuro che abitava anticamente queste paludi. La creatura avvelenava l’intera area circostante con il suo respiro mortale e pestilenziale. Questo mostro immaginario simboleggia l’ardua e lunghissima lotta umana per bonificare queste terre paludose. La fiaba rende l’atmosfera di questo specchio d’acqua ancora più affascinante e carica di mistero.
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