Momenti di terrore nella mattinata di venerdì 18 settembre all’interno della scuola media “Giovanni Verga” a Centocelle. Uno studente di soli 13 anni ha aggredito un’insegnante, spruzzandole in faccia dello spray urticante e colpendola con un coltello. L’intera sequenza della violenta aggressione sarebbe stata persino ripresa dallo stesso alunno tramite il cellulare durante una videochiamata. I carabinieri della stazione di zona sono prontamente intervenuti sul posto in via Giovanni Gussone 5 a seguito della segnalazione al 112. La docente, in stato di choc ma fortunatamente non in pericolo di vita, è stata trasportata in codice giallo all’ospedale Vannini.
Il giovanissimo responsabile è stato subito condotto in caserma insieme ai genitori, mentre il suo telefono cellulare è stato posto sotto sequestro dalle autorità. L’episodio di Centocelle ha immediatamente scatenato una forte ondata di sconcerto e condanna unanime nel mondo politico e scolastico romano. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha espresso totale vicinanza alla docente, sottolineando la necessità di regolamentare severamente l’accesso dei minori ai social e ai canali digitali più pericolosi. Anche il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessora comunale alla Scuola Claudia Pratelli hanno definito il gesto profondamente inquietante, ribadendo la massima vicinanza alla comunità scolastica e l’urgenza di investire sull’ascolto dei giovani.
L’episodio ha riacceso bruscamente i riflettori sul tema della violenza giovanile e sulla sicurezza all’interno degli istituti scolastici. I sindacati, come la Gilda degli Insegnanti, hanno denunciato l’intollerabile erosione del ruolo dei docenti e del rispetto istituzionale. La Rete degli Studenti Medi ha invece evidenziato come non si possa rispondere con la sola criminalizzazione, invocando strumenti educativi mirati contro il disagio. La drammatica vicenda riporta inevitabilmente alla memoria altri episodi simili avvenuti negli ultimi anni a Roma e nei dintorni, tra cui l’accoltellamento tra studenti registrato a Testaccio e il precedente ai Castelli Romani.
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