Il caldo torrido lo ha spinto a cercare refrigerio nel Tevere, ma il bagno si è trasformato in un incubo. Nel primo pomeriggio di martedì 7 luglio, un uomo è entrato nelle acque del fiume all’altezza di Trastevere, senza riuscire più a tornare a riva. La corrente lo ha trascinato per diversi chilometri fino alla zona di ponte Testaccio, dove i soccorritori sono riusciti a recuperarlo. L’allarme è scattato intorno alle 14:00, quando alcuni passanti hanno notato l’uomo in evidente difficoltà e hanno chiamato il 112. Dopo il salvataggio, il personale del 118 lo ha accompagnato in ospedale per gli accertamenti del caso.
Sul posto sono arrivati rapidamente i carabinieri e due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Roma, con il supporto del nucleo Saf e del reparto fluviale. I soccorritori hanno seguito il percorso dell’uomo lungo il fiume e sono intervenuti tra ponte Garibaldi e ponte Testaccio, riuscendo a metterlo in salvo prima che la situazione peggiorasse. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo aveva deciso di entrare in acqua per combattere le alte temperature, ma non aveva fatto i conti con la forza della corrente, che gli ha impedito di raggiungere autonomamente una delle sponde.
L’episodio riaccende l’attenzione sui pericoli del Tevere, soprattutto durante le giornate di caldo intenso. Ogni estate qualcuno sceglie il fiume per trovare un po’ di fresco, sottovalutando però la presenza di correnti imprevedibili, fondali irregolari e ostacoli sommersi. Le autorità ricordano che fare il bagno nel Tevere è estremamente rischioso e invitano i cittadini a evitare comportamenti che possano mettere a rischio la propria sicurezza.
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