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I caschi Cooltra rubati ogni mese a Roma finiscono in Egitto

Nonostante le denunce siano dimezzate rispetto a due anni fa, l’emergenza furti non si ferma. A Roma l’azienda Cooltra arriva a segnalare alle autorità fino a quaranta furti di caschi al mese. Questi numeri impressionanti rappresentano più del doppio rispetto a città come Milano e Torino. La nota azienda gestisce nella Capitale una flotta di ben 1.500 motorini elettrici in sharing. Senza i dispositivi di protezione a bordo, i veicoli diventano purtroppo inutilizzabili causando ingenti perdite economiche.

Chi commette questi furti spesso sottovaluta le gravissime conseguenze dal punto di vista legale. Le persone trovate con un casco rubato rischiano un’indagine penale per ricettazione o riciclaggio. Molti trasgressori identificati si sono rivelati professionisti insospettabili, tra cui medici, avvocati e funzionari statali. Gli avvocati dell’azienda hanno permesso a molti di “salvarsi” pagando un risarcimento di 400 euro. Una formale lettera di scuse unita al pagamento spinge spesso il giudice ad archiviare il procedimento.

Il fenomeno dei furti alimenta un vasto e illecito mercato sulle piattaforme di e-commerce. I legali di Cooltra sono pronti a denunciare formalmente colossi delle vendite online come eBay e Vinted. Gli avvocati hanno già intimato tramite Pec di bloccare la circolazione di questo materiale palesemente rubato. Le fotografie scovate in rete testimoniano che questi oggetti fanno letteralmente il giro del globo. I caschi verdi o blu sono stati immortalati sulle piste da sci alpine, nei mercati in Marocco e perfino nel deserto egiziano.

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